Carta dei valori attualizzati

Premessa

Il contributo del cantiere de LA NOSTRA DESTRA è il tentativo di superare la politica dell’io a favore del “noi” e di proporre valori attualizzati non negoziabili ai fini di un nuovo manifesto programmatico per una sintesi all’interno dei tanti rivoli della destra italiana.

Non ci può essere legge elettorale in grado di garantire la governabilità ma la maturità del quadro politico e l’equilibrio di un centro destra che giunga a una sintesi nella modernità indispensabile per un programma comune in grado di trasformarsi in una incisiva e duratura azione di governo.

 

Silvia Pispico

(Coordinatrice del Cantiere LA NOSTRA DESTRA)

 

La libertà

Riteniamo che la libertà sia il più importante diritto umano, un valore che vada preservato. Appartenere a una civiltà millenaria ci fa apprezzare ancor di più il valore della libertà e della democrazia. Siamo abituati all’evoluzione delle società dettata dal ‘900, ma sono possibili involuzioni che possono essere scongiurate se si lavora nella libertà per la libertà perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale. Non può esistere libertà senza sicurezza e ogni persona ha diritto alla ricerca della felicità, al rispetto della propria vita privata, familiare, del proprio domicilio, dei propri dati personali.

La libertà è possibile soltanto se associata alla responsabilità personale, alla parità dei diritti tra uomini e donne, al rispetto dei bambini e degli anziani, alle pari opportunità, anche per le persone con disabilità, al rispetto dell’ambiente naturale.

La libertà in una democrazia si deve rapportare con l’autorità che non va riconosciuta soltanto dalla necessità di una risoluzione di una disputa per il bene comune, ma nel prendere atto che possono esistere persone, che trovandosi in determinate condizioni ottimali, possono individuare meglio una soluzione per il bene comune o perché la loro opinione è distaccata dal problema o perché godono della fiducia degli elettori.

La libertà non va però confusa con “le pulsioni dell’io” frutto del relativismo, del materialismo, l’individualismo, la realtà virtuale, fino al gender che risulta una regressione della nostra civiltà.

 

La patria nazionale

Il nostro concetto di Patria viene inteso come identità storica nel rapporto tra cultura e terra (logos e topos). E’ quella dei nostri padri che ci hanno tramandato le tradizioni, gli usi, i costumi, le idee. E’ un comune sentire che unisce ed è lo spazio storico e culturale che coincide con quello geografico. Rendere più robusto questo sentimento rende un popolo più forte e solidale e pronto alle sfide del presente e del futuro. Una riforma costituzionale che riveda ed esemplifichi il numero delle regioni (macroregioni) per una maggiore razionalizzazione amministrativa non andrebbe a toccare minimamente il senso di unità e di solidarietà nazionale. Senza contare che un monitoraggio delle compatibilità e omogeneità storico-culturali (e geo-economiche) dei territori e di chi ci abita, è fondamentale.

Non c’è contrasto tra le piccole e grandi patrie. Gli Enti locali dovrebbero trasformarsi in enti autarchici, imprenditoriali, in grado di conciliare l’identità con il lavoro e la produzione locale.

 

La patria europea

Per amare l’Europa, l’Europa deve amare l’Italia. Così come è concepita è troppo distante dal cittadino, poiché viene percepita come un’unione d’interessi finanziari o economici e non la realizzazione anche di un’integrazione politica. L’economia e la finanza non hanno confini geografici, mentre i problemi sociali risentono dei luoghi e della cultura di uno Stato. Vogliamo un’Europa delle Patrie che si riconosca nei valori occidentali e abbia l’obiettivo politico degli Stati Uniti d’Europa, o una libera federazione di Stati indipendenti e sovrani.

Il riconoscimento di una terra dei padri, oltre quella nazionale, presuppone una forte identità comune in grado di esercitare un ruolo propulsivo nelle relazioni internazionali per combattere la povertà e la violazione dei diritti umani.

L’Europa dovrà promuovere il diritto alla pace, alla libertà di pensiero, di coscienza, la libertà di manifestare la propria religione in tutte le sue pratiche e il diritto alla sicurezza e giustizia. La nostra visione della società pone le sue fondamenta sulle radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica, insieme con la parte migliore dell’illuminismo.

L’Italia come stato fondatore dell’Unione Europea dovrà concorrere attivamente affinché l’Europa compia il processo di unione politica.

 

Diritto alla vita

Siamo per il diritto alla vita sin dal concepimento e per il diritto di una madre alla vita e alla sua salute, ad aiutare la gestante in difficoltà, a favorire le adozioni, semplificando le burocrazie, ma aumentando i controlli nel dopo adozione, a proteggere i minori da ogni forma di violenza sino ad accogliere il nascituro, a favorire la maternità (per coppie stabili e riconosciute), attraverso le nuove tecniche che non alterino l’equilibrio naturale e non si traducano nella sperimentazione ossessiva solo per un bisogno di maternità che rasenta l’egoismo: non tutti i desideri devono diventare diritti. Siamo contrari alla mercificazione del corpo e alla manipolazione del dna se non per prevenire e scongiurare malattie genetiche gravi.

La nostra società sta andando verso la cultura prefabbricata della vita mentre bisognerebbe perseguire la cultura della vita e con essa affrontare il problema della natalità e della fertilità.

L’integrità e la vita della persona è minacciata anche dall’uso delle droghe, dall’alcool e dal fumo. Dobbiamo uscire dalle contraddizioni di uno Stato che proibisce le droghe anche leggere e nel contempo lucra su alcool, tabacco e sulla ludopatia.

Vi è la necessità di una campagna di prevenzione, che riveli i pericoli derivanti dall’assunzione di stupefacenti, dall’abuso di alcool e tabacco e dalla dipendenza del gioco.

 

La famiglia

La famiglia nasce prima dello Stato e si basa su un principio di condivisione naturale, di solidarietà, di carità e di progetto comune. L’accoglienza familiare dimostra la sua forza nell’essere comunità, identità, libertà e attimi di felicità.

In parte mantiene ancora saldi questi requisiti, ma è innegabile che la famiglia si sia trasformata e frammentata per molteplici motivi: dall’impegno lavorativo di entrambi i coniugi o di entrambi i componenti della coppia ad una società che impone la velocità come metro di efficienza, alla crisi della famiglia in quanto tale dovuta a crisi economiche e a trasformazioni culturali. La delega è lo strumento più adottato nelle famiglie moderne, tuttavia crediamo sia necessario rilanciare il ruolo attivo della famiglia, attraverso le imprese familiari, come prezioso elemento di stabilità sociale ed economica, perché si affianchino alle strutture pubbliche, compensandone i limiti nell’attuazione delle politiche sociali.

La famiglia va quindi, difesa e supportata, attraverso opportuni investimenti, perché ha la funzione di proteggere i più deboli: il bambino, il portatore di handicap e l’anziano.

La famiglia ha un ruolo fondamentale nella cura e nell’ educazione dei figli e il ruolo materno e quello paterno sono ugualmente necessari anche se non sempre è possibile, a causa degli eventi della vita.

L’ Italia sta invecchiando e, parlare di crescita economica senza porsi il problema di come far ripartire la natalità è miope. Un sostegno concreto alle future mamme è la prima misura da prendere, oltreché sostenere l’azienda famiglia in generale.

Nell’evoluzione della famiglia bisogna però fare i conti con le tante forme esistenti oltre la famiglia tradizionale normo – costituita (famiglie estese, allargate, di genitori soli, le convivenze anche omosessuali, le unipersonali, etc.). Non è pensabile oggi chiudere gli occhi di fronte alle trasformazioni notevoli, soprattutto di carattere culturale oltre che strutturale, che in essa si stanno verificando.

Aprire ai diritti nei confronti delle Unioni civili (che non devono diventare matrimoni arcobaleno), è sacrosanto, ma uno Stato deve privilegiare la famiglia naturale che nasce con l’intento di procreare. Il dato è antropologico: uno Stato si deve porre il problema che una società sopravvive solo se c’è continuità generazionale. Privilegiare e incentivare la famiglia naturale non è solo giusto, ma necessario.

Lo Stato

Il principio costituzionale della laicità dello Stato rappresenta un valore poiché garantisce il rispetto e la libertà di ogni persona nelle proprie convinzioni e assicura ad ogni cittadino gli stessi diritti e gli stessi doveri.

La società e lo Stato devono servire la persona ed il bene comune.

Le persone e le comunità devono avere il diritto di realizzare ciò che possono grazie alla loro iniziativa e la sussidiarietà è la formula base del decentramento.

Lo Stato è una comunità dove agiscono gli interessi, gli scopi e le speranze di tutte le componenti di un popolo. Questa entità politica viene spesso percepita dal cittadino come elemento ostile e vessatore, ma questo è il semplice frutto di una patria che non è diventata ancora nazione, ossia la patria che prende coscienza di sé e su questo si deve incidere profondamente. Non è sufficiente che una comunità si dia delle regole per funzionare, ma dovrebbe darsi anche una missione ed è ciò che manca alla nostra patria.

La tradizione storica, la lingua, gli usi, i costumi, il comune sentire religioso, la memoria collettiva sono elementi che concorrono a formare l’identità nazionale. Un popolo senza coscienza nazionale e senza memoria vive un infinito-presente disgregato e privo di futuro. Un corretto federalismo e una semplificazione delle autonomie locali è la traduzione istituzionale della sussidiarietà. Allo Stato spettano la salvaguardia dei diritti, la tutela dell’ordine pubblico, la difesa nazionale, la tutela dell’ambiente, il controllo del sistema creditizio, la finanza pubblica, la gestione collettiva dei servizi.

Lo Stato può e deve intervenire, in via sussidiaria, in quegli ambiti di interesse sociale e generale nei quali l’iniziativa dei singoli risulti manchevole, nonché, temporaneamente, per soddisfare bisogni essenziali, in situazioni di emergenza. Lo Stato è l’entità istituzionale che rappresenta la comunità nazionale nella sua complessità e nella sua proiezione futura, il soggetto politico che ha il diritto e il dovere di impedire che le parti non ledano gli interessi generali.

Uno Stato autorevole non è uno Stato accentratore, né dà vita allo statalismo, vale a dire all’espansione incontrollata dell’intervento statale nell’economia.

La Legalità e la sicurezza

Il principio di legalità è fondamentale in uno Stato di diritto. Il rispetto del binomio legge e ordine è un presupposto imprescindibile in una società complessa. La legalità come base giuridica e formale viene garantita dalle leggi, ma esiste una legalità culturale. E’ una virtù che va ricercata e risulta deficitaria nella nostra società e nella nostra politica. La legalità è un valore che coinvolge la vita pratica delle persone e se la persona onesta, che fa il proprio dovere, non si sente rappresentato nelle istituzioni e nella politica, si sente isolato e non gode del privilegio della responsabilità esercitata.

Il deficit di legalità e del buon esempio mina la tranquillità sociale e rende il cittadino più insicuro e alimenta la delinquenza. La nostra società ha bisogno di intraprendere una grande guerra di liberazione nazionale ed europea dal crimine.

Una seria lotta contro la criminalità organizzata, il terrorismo internazionale, i crimini nei confronti della persona e la corruzione, intesa come l’uso del potere legale come merce di scambio con una prestazione in denaro.

Il garantismo è un sacrosanto diritto costituzionale, che si manifesta attraverso la certezza della prova che va equilibrato con la certezza della pena perché, oltre i diritti dei carnefici, ci sono anche i diritti delle vittime dei reati, rispetto alle quali lo Stato è sempre in debito; vi deve essere però coerenza fra garanzie ed efficienza che si traduce nella risposta in tempi rapidi alla domanda di giustizia, ma tale rapidità auspicata dipende dalla volontà di investire adeguatamente in uomini, in mezzi e in energie.

La Nuova cittadinanza

Il valore della libertà deve abbracciare un altro valore, ad esso complementare: la sicurezza della nostra identità davanti all’immigrazione. La crisi della natalità, che andrebbe incentivata con misure volte a favorire la formazione di famiglie tra le nuove generazioni, produce inevitabilmente una società multietnica, ma il pericolo proviene dal multiculturalismo se, questo, è frutto della crisi d’ identità di un popolo.

Proprio per questo dobbiamo e possiamo aprire al nuovo ma senza rinunciare a noi stessi, rafforzando insieme le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra libertà.

Bisogna superare la crisi dei valori che attanaglia la nostra società perché con essi si conservano l’identità e la sicurezza e si vive la libertà.

Ci sono modi diversi per approcciarsi al fenomeno dell’immigrazione. Vi è distinzione tra solidarietà umana, accoglienza, tolleranza e integrazione.

L’accoglienza di popoli che fuggono dalle barbarie e dalle guerre è solo un atto di amore e di solidarietà nei confronti di chi ha bisogno, da non confondere con l’integrazione. La nuova cittadinanza dovrebbe essere svincolata dal fattore tempo, parametro che risulta insufficiente se non c’è effettiva integrazione. Una sorta di cittadinanza a punti selezionerebbe chi produce, chi si è formato una famiglia ma, soprattutto, chi dimostra di amare l’Italia.

La Partecipazione e i gruppi intermedi

Il cittadino non è separato dalla società. Indipendentemente dalla sua realizzazione, ne è parte integrante e se una persona si disinteressa della polis sarà la polis che si occuperà di lui e non sempre nel migliore dei modi. La mancanza di partecipazione alla vita democratica e l’astensionismo al voto non toglie rappresentanza, ma partecipazione.

Non l’alta politica, ma la politica che sta in alto, distante, autoreferenziale e il cittadino che rimane in basso, con i suoi problemi irrisolti.

Vogliamo una politica credibile dove gli attori in campo rispondano, in solido, delle promesse non mantenute e sia interpretata da una comunità e non da tante individualità sconnesse tra di loro e che privilegi il ricambio generazionale.

Le primarie sono un esercizio di democrazia diretta da adottare con sistemi che riducano la litigiosità interna e l’inquinamento del voto. Sarebbe auspicabile impegnarsi per istituzionalizzarle.

E’ necessario il ricambio, perché i giovani non hanno fiducia nel futuro e temono un destino che sia sotto il segno della precarietà. Dobbiamo valorizzare, attraverso il merito, i nuovi talenti e le nuove energie.

La politica non può trascurare nell’aspetto partecipativo i “gruppi intermedi”.

Queste comunità sono costituite dai cittadini per la difesa e lo sviluppo dei loro interessi e ideali politici, sociali, economici, culturali e spirituali, come le associazioni di categoria, che contribuiscono a vitalizzare la dinamica sociale e rappresentano per i singoli altrettante forme di partecipazione ai vari livelli della vita collettiva.

I cittadini devono sempre più poter contribuire alla formazione delle decisioni a ogni livello.

Siamo per riformare in senso presidenzialista le istituzioni, per introdurre nell’ordinamento strumenti di democrazia diretta. Si deve favorire la crescita della partecipazione dei lavoratori nella gestione dell’azienda.

La dignità e la solidarietà

La dignità della persona deve essere inviolabile, tutelata e rispettata. Ogni persona ha diritto ad una vita che sia dignitosa nella libertà.

Il conflitto tra ricchi e poveri, tra forti e deboli spesso si verifica perché una parte della nostra società non gode di un livello di vita adeguato.

E’ dovere dello Stato aiutare coloro che sono in difficoltà ma crediamo al principio di comunità, dove le persone oltre a provvedere a se stesse secondo il principio della moralità e della responsabilità debbano aiutare, se gli è possibile, il prossimo.

 

La Nostra Destra : aderisci@lanostradestra.it