EUROPA SI, EUROPA NO

EUROPA SI, EUROPA NO.

L’errore di Giuseppe Conte ,se nel suo animo avesse intenzione di continuare la sua esperienza politica, è il non aver dato il proprio assenso alla nascita di un gruppo parlamentare che faccia riferimento alla sua persona.
Il gruppo parlamentare sarebbe l’embrione di un futuro partito di centro che in un sistema proporzionale ha un suo perché.
Ma questa operazione significherebbe svincolarsi da tutti i partiti ivi compresi il PD e il M5S che dovrebbero comprendere che la destra sovranista antitaliana si combatte al centro.
Quando scrivevo insieme a Dana Lloyd Thomas “Destra Sinistra e L’Inganno” (1996) e per inganno intendevamo il Centro politico avevamo un sistema maggioritario. Le coalizioni si formavano prima e si indicava prima il presidente del Consiglio. Il centro rappresentava semplicemente una posizione geostrategica. Non vi erano forti ragioni politiche della sua esistenza ma si teneva in piedi esclusivamente per opportunismo politico.
In un sistema proporzionale dove abbiamo una coalizione di centro destra fortemente a trazione sovranista e antieuropea le elezioni si vincono al centro perché sussistono ragioni politiche e le condizioni affinché questo luogo politico possa prendere vigore.
È lì dove l’elettorato di una destra repubblicana ed europeista si potrà incontrare con il popolo di una sinistra liberale non ideologizzata.
La democrazia cristiana era un partito a vocazione maggioritaria in un sistema proporzionale puro e vi erano all’interno di essa correnti di destra e sinistra.
Questo non significa ricreare la DC ma dare una risposta politica a chi è stanco delle vecchie ideologie del passato.
Le elezioni politiche del 1994 si fondavano sulla diade destra e sinistra. Le elezioni politiche del 2018 hanno visto nascere due nuove categorie Alto e Basso coniate negli scritti del prof. Torriero. Dove per alto si intendeva la politica e i partiti autoreferenziali e per basso il popolo con i suoi problemi irrisolti.
Le prossime elezioni si baseranno su due concetti fondamentali che vedranno in campo due coalizioni al di là dei tecnicismi del sistema elettorale. Chi crede nell’Europa e nei passaggi ulteriori per rafforzarne l’aspetto politico e nell’euro e chi è euroscettico e antieuro e punto di riferimento di movimenti ideologici e di battaglie di retroguardia.
Il centro politico sarà determinante perché formato anche da una parte importante del popolo astensionista che in questo caso scenderà in campo.
Giuseppe Conte potrebbe incarnare questo sentimento e dare una risposta ad una domanda che nasce forte da una parte dell’Italia che vota e che si astiene.
Può recuperare l’elettorato deluso del M5S, di coloro che sono stanchi dell’ autolesionismo di questa sinistra (PD, IV) e puo’ creare una saldatura con quella destra illuminata che è distinta e distante dal sovranismo e dalla retorica populista.
La politica ci insegna che ogni momento storico ha una contingenza ed una sua necessità. Quello che conta è il risultato che un’operazione politica produce ed ognuno è chiamato a fare la propria parte.
Amedeo Giustini