INTELLIGONEWS: Intervista a Silvia Pispico

In che contesto matura la vostra iniziativa. Il risultato elettorale della destra e del centro-destra nel suo insieme, alle ultime amministrative, o viene da molto più lontano?

Per quanto mi riguarda, avendo un’esperienza limitata dettata dalla mia giovane età, seppur consapevole e a conoscenza dei fatti e degli errori del passato, mi fa pensare che il risultato delle ultime amministrative è stata la logica conseguenza di un percorso sbagliato nell’inseguire il partito personale, del cosiddetto leader. Un partito senza spessore, senza radicamento e senza futuro. E’ giunto il momento di cambiare pagina e LA NOSTRA DESTRA ha l’ambizione di essere un cantiere aperto per intraprendere un percorso di sintesi nella destra italiana.

Con chi intendete fare rete? A chi guardate con maggiore attenzione, ad esempio, alla piazza del non voto, al civismo nazionale, alla piazza valoriale del Family Day, o ad altro?

Intendo fare rete con le piazze del non voto e del civismo nazionale. La prima attraverso un impegno diretto da parte dei nuovi rappresentanti politici selezionati con un criterio meritocratico in base anche al contatto mostrato con i cittadini.
Dobbiamo dare voce alle associazioni culturali, di volontariato e al civismo autentico.
Il progetto deve partire dalle piazze reali e sostenuto dalla rete virtuale.

La questione del ricambio della classe dirigente è fondamentale: non esiste il rischio di portare nuova linfa giovanilista ai soliti noti? Insomma, è possibile a destra una rottamazione, come condizione per ricostruire?

Io credo che non si possano rottamare le persone ed è un termine sbagliato, ma è evidente che coloro che hanno avuto responsabilità nella gestione politica e istituzionale negli ultimi anni debbano prendere atto di un fallimento. Mettere insieme quattro o cinque esperienze negative non produce mai un successo. Dobbiamo intraprendere un nuovo percorso politico con volti nuovi e idee nuove.

Quali sono oggi i valori non negoziabili da cui intendete partire per costruire un nuovo collante politico?

Sono molti i valori che dovrebbero essere non negoziabili: dalla famiglia, al concetto di Patria, alla legalità e al riconoscimento del giusto rapporto tra autorità e libertà. Tra questi l’identità assume un valore politico molto importante. La nostra Italia è ancora poco patria e stenta a divenire nazione, ossia una patria che prende coscienza di sé. La destra può avere un ruolo importante per promuovere questo passaggio.

Non ritenete che i termini destra e sinistra, liberali-sociali, conservatori, progressisti, siano categorie superate e che i valori non negoziabili debbano fare i conti con le nuove categorie?

La destra esiste eccome. Non dobbiamo farci ingannare da questa fase politica confusa e inconcludente. Se nelle democrazie avanzate i sono selezionate nel tempo alcune forme ideali e alcune dottrine un motivo pur ci sarà. La destra dovrebbe rappresentare una visione ordinata e armonica della vita. Sono perfettamente convinta del primato dei valori di destra che vanno attualizzati dai nostri intellettuali di area.

Finita l’era del berlusconismo, quale leader potrebbe oggi unire le varie anime della destra?

Ho sempre lavorato nel mio piccolo per trovare una sintesi nel centro destra ma ho la percezione che si stia andando, ancora una volta, nella direzione sbagliata. La ricerca affannosa di un leader senza una base valoriale e programmatica e senza una nuovo classe dirigente sarebbe l’ennesimo esercizio sbagliato.
Dobbiamo superare il berlusconismo nell’impostazione mentale e nel nuovo modello di partito che abbiamo in mente. Un sistema misto tra il vecchio modello pesante e le nuove tecnologie informatiche.

C’è spazio oggi tra il mondialismo e il nazionalismo xenofobo per un patriottismo virtuoso?

Più sono forti i nostri valori e più siamo pronti a contrastare queste forme di estremismo. L’Europa avrà un ruolo politico forte se sarà un’unione delle patrie con le loro culture e tradizioni e mi auguro possa culminare nel sogno degli Stati Uniti d’Europa.
Cedere qualche pezzo di sovranità nel campo economico, nella politica estera o per quanto concerne un coordinamento difensivo non significa necessariamente offuscare la propria identità nazionale e non significa non sentirsi orgogliosamente italiani in Europa.

Silvia Pispico

(Fondatrice e Coordinatrice del Cantiere LA NOSTRA DESTRA)

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