LA DESTRA SOCIALIZZANTE

Ognuno di noi, amanti della politica, ha una storia da raccontare.
La mia è semplice e lineare.
Ho abbracciato in giovanissima età una destra anomala, la destra sociale
post fascista ma con una visione socratica della politica. Contestavamo lo
status quo ma eravamo rispettosi delle leggi.
Ho sposato convintamente la svolta di Fiuggi di Alleanza Nazionale di
Gianfranco Fini e la visione di un sistema bipolare con il Pdl.
Ho assistito poi ad una involuzione della destra e il mio impegno si è
fermato nel momento in cui si è spento il progetto del Pdl per la
responsabilità di chi preferiva un partito fortino ma controllabile (Forza
Italia di Silvio Berlusconi).
A questo punto sono sceso dal treno e non sono più salito su nessun carro
delle sedicenti destre che, attualmente, sono presenti nel panorama politico
perché sono fermamente convinto che non esista destra senza una
testimonianza di legalità, di onestà, senza il rispetto delle istituzioni, senza
l’amore per la Patria, per l’Europa e senza il nutrito mondo giovanile che ha
sempre contraddistinto la destra italiana.
La destra avrà un futuro se guarderà avanti, se sarà anticipatrice dei processi
politici, se non coltiverà le paure, se contribuirà a pacificare l’Italia e se
prenderà coscienza del piano inclinato che l’ha portata, pian piano, alle
spalle del primo tempo di Alleanza Nazionale ma, soprattutto, se avrà
sempre una idea popolare e un pensiero socializzante. AMEDEO GIUSTINI

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