Strane alleanze – di Davide Campi

Sono ormai trascorsi alcuni mesi dalla vittoria del No al referendum costituzionale e dalle dimissioni di Matteo Renzi e il 24 Gennaio u.s. la Consulta ha respinto, come si poteva immaginare, una parte della legge elettorale Italicum respingendo il turno di ballottaggio e i famigerati “capilista plurimi”, lasciando il premio di maggioranza al 40%. La Corte Costituzionale ha reso immediatamente eseguibile la sentenza.
Se si dovesse andare a votare oggi avremmo due leggi elettorali in vigore, una per la Camera dei Deputati ed una per il Senato.
Se oggi si dovesse andare alle urne nessuna lista prenderebbe il 40 per cento dei consensi, come stabilisce l’attuale legge elettorale e sarebbe meglio che le forze politiche trovino un accordo per fare una legge elettorale che garantisca la governabilità del paese.
In questo ultimo periodo è venuto alla luce il nuovo soggetto politico di D’Alema e Bersani e dai sondaggi, si aggirerebbe intorno all’ 8%. Per quanto riguarda il 40% degli elettori che avevano votato SI al referendum costituzionale se fossero, come dice Renzi, tutti del PD scenderebbe al 32% , il M5s si aggira attorno al 30%, FI è stabile nel suo 8/10%, la Lega Nord con il suo populismo si aggira attorno al 15%, FdI è fermo sul 3-4%, Alternativa Popolare , ex NCD, intorno al 2 /3% . Tutta questa frammentazione può rendere possibili solo strane alleanze per tentare di raggiungere la soglia del 40% per il premio di maggioranza come chiede la legge elettorale. Il PD si potrebbe alleare con il partito di Berlusconi, il M5S con il partito di Salvini, entrambi populisti. Per concludere, il centro destra deve ritrovare un vero leader carismatico e lungimirante che sappia comunicare ai suoi elettori i valori, i principi, gli ideali, sia della destra che di ciò che dovrebbe essere la politica. Non si intravede sulla riva del mare un onda di un leader che sappia comunicare e che abbia queste doti. Non possiamo noi, militanti della destra italiana, puntare sulle ondate che arrivano alla riva come Berlusconi, Salvini, Meloni. Loro non sono leader ma sono dei scogli fermi in mezzo all’ oceano della politica. Vedo solo uno che può fare il leader della nostra destra italiana, una grande onda ma anche bella, perché le doti di un leader non si improvvisano. Queste doti a destra hanno un nome e un cognome, Gianfranco Fini, il nostro presidente. Non esiste altro che possa sostituirlo. E’ l’unico che può mettere assieme tutta la Destra spezzata, l’unico che abbia il carisma di affrontare la sinistra e batterla, e ridimensionare la politica del M5S. Lo aspettiamo.

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